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|  Ci alzammo in piedi, e bevemmo ancora, in onore della nostra amata patria. Posai il calice su un tavolo di marmo, poi guardai Cesare. Era tempo di andare. Mi rivolsi a glauco, chiedendogli della nave; lui mi rispose che era ancorata nel porto, e che ci aspettava. Sorrisi, guardando Cesare. Andiamo, dunquedisse facendo cenno al Centurione di dileguarsi.
Quando Don Giovanni discese verso l'onda sotterranea, ed ebbe pagato l'obolo a Caronte, un triste mendicante, l'occhio fiero come Antistene, s'impadronì dei remi con braccio fiero e vendicatore.
Come un grande branco di vittime offerte, donne si contorcevano sotto il nero firmamento, mostrando i seni cascanti, dischiudendo le vesti, mugghiando lungamente dietro di lui.
Sganarello ridendo reclamava il salario, Don Luigi con tremulo dito mostrava ai morti erranti sulle rive l'audace figlio che rise delle sue canizie.
Rabbrividendo, chiusa nel suo lutto, la casta, magra Elvira, vicina al perfido sposo che fu suo amante, sembrava chiedergli un supremo sorriso in cui brillasse la dolcezza del primo giuramento.
Eretto nella sua armatura un uomo di pietra, al timone, solcava il nero flutto. Ma l'eroe, calmo, chino sulla sua spada contemplava la scia, sdegnoso d'altro vedere.
Charles Baudelaire~Spleen et ideal~ Don Juan à l'énfer~
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